Carlotta Castelletti Artista

Vai ai contenuti
L’ eco del silenzio e l’arazzo dell’ anima
 
Esiste un luogo segreto, custodito lontano da sguardi indiscreti, dove il tempo si ferma e il pennello diventa il mio unico tramite con l'invisibile. È il mio rifugio: dipingo sin dalla tenera infanzia, trasformando una passione radicata nella mia anima e nella mia terra torinese in una necessità vitale, in un atto di solitaria e profonda devozione alla creazione. Non amo farmi vedere mentre creo; la mia arte nasce nel silenzio e nell'intimitá del mio spazio.La mia poetica rifugge la fredda cronaca della realtà per immergersi coraggiosamente nei territori inesplorati della fantasia e dell'animo umano. Non mi interessa la copia del vero: i miei soggetti prendono vita da frammenti di sentimenti vissuti, da echi fotografici trasfigurati e da visioni nate unicamente dalla mia mente. In questo universo surreale, l'eco dorata e sontuosa del grande Maestro Gustav Klimt si fonde con la mia profonda attrazione per l'estetica giapponese, dando vita a una cifra stilistica che mi appartiene profondamente. La materia per me è complessa, poliedrica, mai banale. Amo sperimentare tecniche diverse dall'acquerello all'acrilico, dai pastelli ai pennarelli , alla ricerca costante di una tattilità sofisticata, impreziosita dall'uso di tessuti di damasco e carte da parati che trasformano la tela in un arazzo prezioso. La mia palette cromatica è un manifesto di sintesi e potenza: prediligo pochi colori, usati spesso puri e poco diluiti. Il nero profondo, l'oro sfolgorante e il rosso acceso sono i miei alleati prediletti, accanto a tocchi calibrati di verdi, gialli e blu. Ogni volto, ogni figura che emerge da questi sfondi è un'icona di sguardi magnetici e decorazioni fitte, un mosaico di decoro e introspezione. Ma l'arte è un flusso vivo, un respiro che muta, e oggi il mio percorso sta attraversando una soglia di profonda metamorfosi. Mi sto dedicando a una nuova ricerca, un nuovo stile nascente che mi vede abbandonare gradualmente il figurativo per accogliere la purezza dell'astrazione. Nelle mie nuove tele, l'acqua e gli inchiostri danzano liberi, delineando soggetti come fiori, rami e foglie. È la sintesi estrema di un cambiamento che sto attraversando dentro di me, il racconto per sottrazione di una nuova primavera artistica, dove il silenzio della creazione continua a custodire la bellezza del mistero.

nido
Nido di zucchero
Un intreccio spinoso di rami secchi custodisce una soffice e surreale forma rosa, trasformando il nido in un fragile rifugio poetico sospeso tra realtà e sogno
Dama oscura
Un'affascinante figura dorata emerge da uno sfondo profondo e misterioso, creando un contrasto drammatico ed elegante che domina lo spazio circostante
Sposa bambina
Un abito scuro e leggero, quasi trasparente, si erge su una nuvola di tulle rosa, evocando un
doloroso contrasto tra l'innocenza dell'infanzia e il peso di un matrimonio precoce.

Torna ai contenuti